Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 72-quater ∙ (Locazione finanziaria)


Risoluzione o cessazione ante fallimento del contratto di leasing
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura eccezionale della disciplina
Contratti pendenti alla data di dichiarazione del fallimentoRisoluzione o cessazione ante fallimento del contratto di leasingSospensione del contrattoScioglimento del contrattoDomanda di rivendicaProva del contratto di leasingRegime transitorio

Il concedente
Restituzione dei beni
Spese di custodia del beneInvito al proprietario al ritiro dei beni locatiScioglimento del contratto e credito del concedenteAccoglimento della domanda di rivendica e scioglimento del contratto di leasingDeterminazione equo compenso per uso della cosaDistinzione tra leasing traslativo e leasing finanziarioRestituzione dei canoniCanoni successivi alla dichiarazione di fallimentoValore del bene concesso in leasing e accertamento tecnico preventivoValore di mercatoComputo del debito effettivo del fideiussore

Vendita e Riallocazione
Onere del concedente di insinuarsi al passivo
Determinazione del valore di mercato e stima diposta dal giudice delegatoOnere del concedente di diligente ricerca per la riallocazione del bene sul mercatoClausola risolutiva e accredito al contraente inadempiente del ricavato dalla riallocazione del bene sul mercatoCredito residuo in linea capitaleCompensazione tra i crediti del concedente e del fallimentoRettifiche sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene devono farsi valere in sede di riparto

Azione revocatoria
Azione revocatoria dei pagamenti al concedente
Azione revocatoria e clausola risolutiva espressa

Altro
Rinegoziazione del contratto e clausole vessatorie
Leasing collegato a contratto di mutuoStato di insolvenza e valore del cespite in locazione finanziariaPiano di ammortamentoLeasing e rischi a scadenza


Risoluzione o cessazione ante fallimento del contratto di leasing

Fallimento – Leasing finanziario – Risoluzione – In data anteriore al fallimento – Disciplina applicabile

Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza – Leasing – Risoluzione – Disciplina – Stima del giudice delegato

Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell'utilizzatore, verificatasi in data anteriore alla data di entrata in vigore della L. 124 del 2017 (art. 1, commi 136- 140), sono regolati dalla disciplina della L. Fall., art. 72-quater, applicabile anche al caso di risoluzione del contratto avvenuta prima della dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore.

In caso di fallimento dell'utilizzatore, il concedente avrà diritto alla restituzione del bene e dovrà insinuarsi al passivo fallimentare per poter vendere o allocare il bene e trattenere, in tutto o in parte, l'importo incassato.

La vendita avverrà a cura dello stesso concedente, previa stima del valore di mercato del bene disposta dal giudice delegato in sede di accertamento del passivo.

Sulla base del valore di mercato del bene, come stabilito mediante la stima su menzionata, sarà determinato l'eventuale credito della curatela nei confronti del concedente o il credito, in moneta fallimentare, di quest'ultimo, corrispondente alla differenza tra il valore del bene ed il suo credito residuo, pari ai canoni scaduti e non pagati ante fallimento ed ai canoni a scadere, in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione.

Eventuali rettifiche, sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene, potranno farsi valere in sede di riparto.

Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, pubblicato nella G.U. del 14 febbraio 2019), all'art. 177, detta una disciplina della locazione finanziaria pienamente coerente con la disciplina della L. Fall., art. 72-quater e della L. n. 124 del 2017, prevedendo che nella liquidazione giudiziale del patrimonio dell'utilizzatore, in caso di scioglimento del contatto, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a versare alla curatela fallimentare l'eventuale differenza tra la maggiore somma ricavata dalla vendita a valori di mercato, dedotta una somma pari all'ammontare di eventuali canoni scaduti e non pagati fino alla data dello scioglimento e dei canoni a scadere, solo in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione finale di acquisto.

La medesima disposizione, al comma 2, prevede che il concedente ha diritto di insinuarsi allo stato passivo per la differenza tra il credito vantato alla data di apertura della liquidazione giudiziale e quanto ricavabile dalla nuova allocazione del bene secondo la stima disposta dal giudice delegato. Viene dunque espressamente prevista la stima del giudice delegato quale necessario presidio per determinare il valore di mercato del bene, già desumibile dall'attuale sistema della legge fallimentare, seppure non esplicitata nella disposizione della L. Fall., art. 72-quater. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2019, n. 18543.


Leasing – Fallimento – Risoluzione del contratto ante fallimento – Applicazione dell’art. 72quater l.f. – Esclusione
Se il contratto di leasing si è risolto, per inadempimento dell’utilizzatore, prima del suo fallimento, si applica l'art. 1526 c.c. invece che l’art. 72-quater l.fall., poiché questa norma, avente carattere eccezionale, presuppone lo scioglimento del contratto per  volontà del curatore e quale conseguenza del fallimento.

La necessità di un'esegesi restrittiva della norma fallimentare, dunque, non consente di ritenere superata la distinzione tra leasing finanziario e leasing traslativo, con le differenti conseguenze che da essa derivano nel caso di risoluzione del contratto per inadempimento. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 Maggio 2019, n. 10733.


Leasing - Risoluzione del contratto ante fallimento - Art. 1526 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Art. 72 quater l. fall. - Applicabilità - Fondamento
In seguito all'entrata in vigore dell'art. 1, commi 136-140, della legge n. 124 del 2017, gli effetti della risoluzione del contratto di leasing, verificatasi anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore, devono essere regolati sulla base di quanto previsto dall'art. 72 quater l. fall., che ha carattere inderogabile e prevale su eventuali difformi pattuizioni delle parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 2019, n. 12552.


Leasing – Leasing finanziario – Risoluzione del contratto anteriore al fallimento – Applicazione dell’art. 72-quater l.f.  – Restituzione del bene al concedente – Vendita o allocazione previa insinuazione al passivo – Vendita sulla base di valore di mercato risultate da stima disposta dal giudice delegato – Regolazione della differenza sulla base della stima – Eventuali rettifiche in sede di riparto fallimentare
Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell'utilizzatore, verificatasi in data anteriore alla data di entrata in vigore della legge 124/2017 (art. 1 commi 136-140), sono regolati dalla disciplina dell'art. 72-quater legge fall., applicabile anche al caso di risoluzione del contratto avvenuta prima della dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore.

In caso di fallimento dell'utilizzatore, il concedente avrà diritto alla restituzione del bene e dovrà insinuarsi al passivo fallimentare per poter vendere o allocare il bene e trattenere, in tutto o in parte, l'importo incassato.

La vendita avverrà a cura dello stesso concedente, previa stima del valore di mercato del bene disposta dal giudice delegato in sede di accertamento del passivo.

Sulla base del valore di mercato del bene, come stabilito sulla base della stima su menzionata, sarà determinato l'eventuale credito della curatela nei confronti del concedente o il credito, in moneta fallimentare, di quest'ultimo, corrispondente alla differenza tra il valore del bene ed il suo credito residuo, pari ai canoni scaduti e non pagati ante-fallimento ed ai canoni a scadere, in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione.

Eventuali rettifiche, sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene, potranno farsi valere in sede di riparto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Marzo 2019, n. 8980.


Risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell’utilizzatore verificatasi in data anteriore alla l. n. 124 del 2017 - Applicazione dell’art. 72 quater l.fall.
Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell'utilizzatore, verificatasi in data anteriore alla data di entrata in vigore della legge 124 del 2017 (art. 1, commi 136-140), sono regolati dalla disciplina dell'art. 72 quater l.fall., applicabile anche al caso di risoluzione del contratto avvenuta prima della dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore. Ne consegue che, in caso di fallimento dell'utilizzatore, il concedente avrà diritto alla restituzione del bene e dovrà insinuarsi al passivo fallimentare per poter vendere o allocare il bene e trattenere, in tutto o in parte, l'importo incassato. La vendita avverrà a cura dello stesso concedente, previa stima del valore di mercato del bene disposta dal giudice delegato in sede di accertamento del passivo. Sulla base di tale valutazione sarà determinato l'eventuale credito della curatela nei confronti del concedente o quello, in moneta fallimentare, del concedente stesso, da quantificarsi in misura corrispondente alla differenza tra il valore del bene ed il suo credito residuo, derivante dai canoni scaduti e non pagati ante-fallimento ed i canoni a scadere, in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione. Eventuali rettifiche, sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene, potranno farsi valere in sede di riparto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Marzo 2019, n. 8980.


Fallimento – Locazione finanziaria (leasing) – Scioglimento del rapporto – Credito residuo in linea capitale – Interpretazione – Crediti del concedente non ancora scaduti

Fallimento – Locazione finanziaria (leasing) – Scioglimento del rapporto – Disciplina – Natura eccezionale – Deroga al principio della par condicio creditorum

Locazione finanziaria (leasing) – Scioglimento anticipato del rapporto – Clausole contenute nei contratti di leasing – Facoltà del concedente di soddisfarsi direttamente ed in via esclusiva sul ricavato dalla riallocazione del bene – Contrarietà all’ordine pubblico economico – Nullità

Fallimento – Locazione finanziaria (leasing) – Scioglimento del rapporto – Credito del concedente per canoni scaduti – Credito del fallimento generato dalla riallocazione del bene – Compensazione – Esclusione

L’indicazione del (solo) "credito residuo in linea capitale" - compiuto dalla norma dell'art. 72 quater, comma 4 - non può che riferirsi ai soli crediti del concedente non ancora scaduti; per questi crediti, infatti, la mancata considerazione degli interessi compensativi, ovvero l'esclusione degli stessi, segue direttamente al fatto che - per il periodo successivo alla dichiarazione - il rapporto di leasing non ha avuto esecuzione: con perdita, per l'utilizzare, pure della stessa disponibilità materiale del bene.

Per contro, non avrebbe senso ipotizzare che il contesto della norma dell'art. 72 quater faccia riferimento anche (o solo) ai canoni già scaduti. Sino alla dichiarazione di fallimento il rapporto ha ben avuto esecuzione: perciò gli interessi compensativi sono dovuti, nè sarebbe ragionevole destinarli a un regime differenziato da quello relativi al capitale, ciò che anzi comporterebbe, a ben vedere, una deviazione sostanziale dalla regola contenuta nella L. Fall., art. 55, comma 1.

La disciplina dettata dall’art. 72-quater l. fall. ha natura eccezionale in ragione della particolare protezione che accorda - in deroga al principio della par condicio creditorum - al concedente in punto di soddisfacimento esclusivo sul ricavato della riallocazione del bene.

Sono nulle, per contrarietà all’ordine pubblico economico, le clausole contenute nei contratti di leasing che, in caso di scioglimento anticipato del rapporto, vorrebbero, sulla falsariga di quanto prevede l’art. 72-quater l. fall. per il caso di fallimento, consentire al concedente la facoltà di soddisfarsi direttamente ed in via esclusiva sul ricavato dalla riallocazione del bene (c.d. patto di deduzione) tanto per i canoni scaduti quanto per quelli ancora a scadere.

Il credito del fallimento a vedersi corrisposto il surplus di quanto ricavato dalla ricollocazione del bene trova la sua fonte proprio nello scioglimento del contratto di leasing, scioglimento che imprime al bene che ne è oggetto una destinazione radicalmente diversa da quella precedente, che per l'appunto transita dalla funzione di utilizzo da parte del soggetto poi fallito a quella di soddisfacimento di dati crediti del concedente (credito residuo in linea capitale); non può dunque operarsi la compensazione tra il credito del concedente per canoni scaduti ed il credito a favore del fallimento (costituito dalla parte eccedente il montante dei canoni a scadere) generato dalla riallocazione del bene. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 Febbraio 2019, n. 3200.


Locazione finanziaria – Leasing traslativo – Applicazione della disciplina dell’art. 72-quater in caso di risoluzione anticipata del contratto – Esclusione – Contrarietà all’ordine pubblico economico e alla previsione di cui all’art. 1526 c.c. – Differenza di presupposti applicativi – Altre pattuizioni – Nullità – Fattispecie
E’ nullo, per contrarietà all’ordine pubblico economico e, in particolare, alla previsione di cui all’art. 1526 c.c., applicabile in via analogica a tutti i casi di risoluzione anticipata del contratto di leasing c.d. traslativo, il patto con il quale si preveda l’applicazione della disciplina dettata dall’art. 72-quater l.fall. al contratto di locazione finanziaria risolto prima del fallimento.

I presupposti applicativi delle due discipline sono, infatti, molto diversi: a) da un lato il mero fatto del sopravvenire del fallimento dell’utilizzatore su un contratto di leasing in corso di esecuzione, dall’altro il verificarsi di un inadempimento dell’utilizzatore a fronte del quale la società concedente decide di risolvere il contratto; b) la convenienza per il fallimento di operare la scelta tra prosecuzione e scioglimento del rapporto, tenendo conto dell’eventuale esercizio provvisorio dell’impresa fallita.

Allo stesso modo, sono nulle, per contrarietà all’art. 1526 c.c. le pattuizioni che, in ipotesi di risoluzione anticipata del contratto di leasing traslativo prevedano pattuizioni quali:

a) il diritto dell’utilizzatore a percepire il ricavato dalla vendita o dal reimpiego del bene al netto di tutte le spese ed oneri, anche se giudiziali e non ripetibili, e comunque a qualsiasi titolo sostenuti dal concedente, anche se connessi al recupero e alla vendita o reimpiego in locazione finanziaria del bene o nello svolgimento delle pratiche anche legali dirette a conseguire indennizzi assicurativi o risarcimenti da parte di terzi;

b) l’inclusione, nel montante coperto dalla vendita o riallocazione del bene, di tutti gli importi contrattualmente previsti a carico dell’utilizzatore fino alla data di scadenza originaria del contratto, con addizione di interessi moratori convenzionali;

c) la mancata previsione che la vendita e riallocazione del bene ottenuto in restituzione non debba aver luogo a valori di mercato, pena la responsabilità del concedente e che lasciano quest’ultimo libero di procedere o meno all’operazione di riallocazione secondo le proprie insindacabili determinazioni, senza tener conto della presenza di interessi altrui, quali potrebbero essere quelli dello stesso utilizzatore o di altri suoi creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Ottobre 2018, n. 27935.


Locazione finanziaria - Leasing traslativo - Risoluzione richiesta dal locatore per inadempimento dell'utilizzatore - Locatario assoggettato a concordato preventivo - Applicabilità della disciplina prevista dall'art. 1526 c.c. - Sussiste - Disciplina di cui all’art. 72 quater l.fall. - Applicabilità per analogia - Esclusione - Fondamento
In tema di leasing traslativo, l'azione ordinaria di risoluzione del contratto promossa dal locatore, per inadempimento dell'utilizzatore assoggettato a concordato preventivo, è disciplinata dall'art. 1526 c.c.; deve essere esclusa, pertanto, l'applicazione analogica dell'art. 72 quater l. fall., che ha natura di norma eccezionale e non riguarda la risoluzione del contratto di leasing bensì il suo scioglimento quale conseguenza del fallimento dell'utilizzatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Giugno 2018, n. 15975.


Fallimento – Locazione finanziaria – Contratto pendente alla data di dichiarazione di fallimento – Applicazione della disciplina di cui all’art. 72 quater l. fall. – Ammissibilità
L’introduzione nell’ordinamento dell’art. 72 quater l. fall. non consente di ritenere superata la tradizionale distinzione tra leasing finanziario e traslativo e le differenti conseguenze che da essa derivano nell’ipotesi di risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore, e pertanto l’art. 72 quater l. fall. trova corretta applicazione soltanto quando il contratto di leasing sia pendente al momento del fallimento dell’utilizzatore. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Appello Torino, 29 Novembre 2016.


Fallimento – Locazione finanziaria – Contratto risolto in data anteriore alla dichiarazione di fallimento – Applicazione della disciplina di cui 1526 c.c. – Ammissibilità
Nel caso in cui il contratto di leasing traslativo sia stato risolto in data anteriore alla dichiarazione di fallimento trova applicazione l’art. 1526 c.c. e l’utilizzatore, riconsegnato il bene, ha diritto alla restituzione delle rate riscosse, mentre al contempo il concedente ha diritto al riconoscimento di un equo compenso per l’uso della cosa, il quale comprende la remunerazione del godimento del bene, il deprezzamento conseguente alla sua incommerciabilità come nuovo e il logoramento per l’uso, oltre al risarcimento del danno. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Appello Torino, 29 Novembre 2016.


Contratto di leasing risolto anteriormente al fallimento – Art. 72-quater, L.F. – Inapplicabilità – Validità dei principi distintivi tra leasing traslativo e leasing di godimento – Sussiste – Art. 1526 c.c. e leasing traslativo – Applicabilità – Azione di ripetizione delle rate pagate dal fallito – Inammissibilità della domanda in caso di avvenuta ammissione del restante credito della società di leasing – Sussiste
Al contratto di leasing risolto anteriormente alla dichiarazione di fallimento del conduttore non si applica l'art. 72-quater, L.F., essendo tale norma applicabile ai soli contratti pendenti al momento della dichiarazione di fallimento.
Continuano invece a trovare applicazione i principi distintivi tra leasing traslativo e leasing di godimento, con applicazione nel primo caso dell'art. 1526 c.c. in punto alla ripetizione delle rate pagate, salvo equo indennizzo.
L'avvenuta ammissione al passivo del credito della società di leasing, relativamente alle rate scadute e non pagate proprio sul presupposto dell'intervenuta risoluzione del contratto, è preclusiva dell'azione di ripetizione e rende inammissibile la relativa domanda della curatela. (Antonino Desi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 02 Agosto 2016.


Locazione finanziaria – Cessazione del rapporto in data anteriore alla dichiarazione di fallimento – Applicazione dell’art. 72-quater l.f. – Esclusione
La disposizione contenuta nell’art. 72-quater legge fall., che regola gli effetti dello scioglimento del contratto di locazione finanziaria a seguito del fallimento di una delle parti, è destinata a trovare applicazione esclusivamente nell’ipotesi in cui il contratto sia pendente alla data del fallimento; in tal senso depone la collocazione sistematica della norma, inserita nel sezione IV del Capo III della legge fallimentare, destinata a disciplinare gli “effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti”, vale a dire su quei contratti a prestazioni corrispettive efficacemente perfezionatisi prima della dichiarazione di fallimento di uno dei contraenti, ma le cui controprestazioni siano rimaste ineseguite del tutto ovvero in parte da entrami i contraenti, restando, invece, al di fuori della relativa orbita applicativa quei contratti nei quali, in ragione dell’avvenuto integrale adempimento della prestazione ad opera di una delle parti, residui soltanto il diritto di credito dell’altra parte a ricevere la propria controprestazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 14 Luglio 2016.


Locazione finanziaria - Causa del contratto - Vendita - Esclusione - Finanziamento dell'utilizzatore - Garanzia reale per la restituzione del finanziamento
Non può ritenersi risolutiva, al fine di determinare la riconducibilità del leasing al negozio di vendita con patto di riservato dominio, la tradizionale distinzione fra leasing di godimento e leasing traslativo.

La società di leasing svolge un ruolo di intermediazione finanziaria, concedendo in uso all’utilizzatore un bene scelto direttamente da quest’ultimo ed acquistato dalla concedente da un terzo soggetto, con il precipuo scopo di assicurarsi una garanzia reale per la restituzione del finanziamento erogato.

A questo schema contrattuale è quindi estraneo lo scopo della rivendita del bene all’utilizzatore, come noto condizionata all’opzione di acquisto da parte di quest’ultimo.

La causa del contratto di leasing non può, pertanto, essere ricondotta semplicemente al trasferimento di proprietà contro l’acquisizione di un corrispettivo versato ratealmente, sinallagma che invece caratterizza il contratto di vendita con riserva di proprietà.

La funzione economica del contratto di leasing va ravvisata prevalentemente nel finanziamento dell’utilizzatore: il concedente si impegna ad acquistare un bene indicatogli dall’utilizzatore e ad immettere quest’ultimo nel possesso del bene, a fronte di un canone di locazione periodico che, da un lato integra il corrispettivo per il godimento del bene, dall’altro mira alla ricostituzione del patrimonio della società concedente, con la restituzione del prezzo utilizzato per l’acquisto del bene e la corresponsione degli interessi corrispettivi del “prestito” ottenuto e dalla correlata immobilizzazione della somma impiegata dal concedente per l’acquisto (conforme, per tutte, Trib. di Milano, 6 maggio 2014). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 03 Maggio 2016.


Locazione finanziaria - Regolazione dello scioglimento del contratto di leasing - Applicazione dell'articolo 1526 c.c. - Esclusione - Applicazione della nuova normativa dettata in ambito concorsuale - Equo contemperamento degli interessi dei contraenti
Per quanto la disciplina di cui all’art. 72-quater l. fall., sia all’evidenza dettata per l’ipotesi specifica in cui lo scioglimento anticipato del contratto consegua alla dichiarazione di fallimento dell’utilizzatore, evento che tra l’altro prescinde da profili inerenti al corretto adempimento dell’obbligazione di versare i canoni alle rispettive scadenze, è tuttavia altrettanto indubbio che l’introduzione della disciplina di cui all’art. 72-bis l. fall., così come della previsione di cui all’art. 169-bis ultimo comma l. fall., relativa allo scioglimento del contratto di leasing in corso di esecuzione al momento dell’apertura della procedura di concordato preventivo, si porti con sé la conseguenza del superamento della tradizionale distinzione tra leasing traslativo e leasing di godimento, e la necessità di garantire che dallo scioglimento del vincolo contrattuale, da qualunque causa esso dipenda, discendano conseguenze giuridiche che non si risolvano nell’indebito arricchimento dell’una piuttosto che dell’altra parte.

E’ quindi legittimo che la regolamentazione delle conseguenze dell’anticipato scioglimento del contratto di leasing si discosti da quanto previsto dall’art. 1526 c.c. per il contratto tipico della vendita con patto di riservato dominio, ed abbia quale obiettivo l’equo contemperamento degli interessi patrimoniali dei contraenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 03 Maggio 2016.


Fallimento - Locazione finanziaria - Contratto risolto in data anteriore al fallimento - Applicazione della disciplina di cui all'articolo 72-quater l.f. - Esclusione - Distinzione tra leasing finanziario e leasing traslativo
Nell'ipotesi in cui il contratto di leasing si sia risolto per inadempimento dell'utilizzatore prima del fallimento di quest'ultimo, la norma che viene in rilievo non è l'articolo 72-quater legge fall., che presuppone la pendenza del contratto, bensì l'art. 72, comma 5, legge fall. che, recependo l'orientamento accolto dalla prevalente giurisprudenza prima della riforma, sancisce l'opponibilità alla massa dell'azione di risoluzione promossa anteriormente al fallimento.

In tal caso conserva validità il distinguo tra leasing di godimento e leasing traslativo ed il concedente può far valere nei confronti del fallimento la domanda di risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 1458, comma 1, c.c. o ai sensi dell'articolo 1526 c.c., ferma la necessità di insinuarsi al passivo qualora con la domanda di risoluzione siano proposte anche domande restitutorie o risarcitorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Febbraio 2016, n. 2538.


Locazione finanziaria - Leasing traslativo - Distinzione - Risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore - Incidenza dell'art. 72 quater legge fall. sull'applicabilità dell'art. 1526 cod. civ. - Esclusione
L'introduzione nell'ordinamento, tramite l'art. 59 del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, dell'art. 72-quater legge fall. non consente di ritenere superata la tradizionale distinzione tra leasing finanziario e traslativo, e le differenti conseguenze (nella specie, l'applicazione in via analogica dell'art. 1526 cod. civ. al leasing traslativo) che da essa derivano nell'ipotesi di risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Aprile 2015, n. 8687.


Leasing traslativo – Applicabilità art 1526 cc e inapplicabilità art 72 quater LF fuori dal fallimento – Riduzione clausola penale
In caso di risoluzione del leasing traslativo per inadempimento dell'utilizzatore si ha l'applicazione analogica dell'art 1526 c.c. Ove poi le parti abbiano pattuito che, avvenuta la risoluzione del contratto, il concedente ha diritto di trattenere i canoni corrisposti dall'utilizzatore, si è in presenza di una clausola penale, la quale deve essere assoggettata alla valutazione di manifesta eccessività ai sensi dell'art 1384 c.c.
Quanto all'applicazione al rapporto dell'art 72 quater l.f., ritiene il collegio che trattasi di norma speciale non suscettibile di essere applicata al di fuori del fallimento, in quanto lo scioglimento del contratto è fenomeno diverso dalla risoluzione per inadempimento. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Lodo Arbitrale Siena, 07 Aprile 2015.


Fallimento - Locazione finanziaria - Contratto risolto prima della dichiarazione di fallimento - Applicazione analogica della disciplina di cui all'articolo 72 quater L.F. - Esclusione.
L’art. 72-quater L.F. si applica solo ai contratti di leasing pendenti alla data di dichiarazione di fallimento (nella specie, si è ritenuto non applicabile l’art. 72-quater L.F. nell’ipotesi di risoluzione di un contratto di locazione finanziaria intervenuta prima del fallimento dell’utilizzatore). (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 07 Aprile 2014.


Applicabilità art. 72 quater L.F. anche in ipotesi di risoluzione contrattuale ante fallimento – Ammissibilità
Si ritiene condivisibile l’affermazione per cui la disciplina di cui all’art. 72 quater L.F. sarebbe invocabile non solo nel caso di scioglimento del contrato effettuato dal curatore, ma anche nei casi di risoluzione del leasing ante fallimento. Si osserva, infatti, che vi è analogia sostanziale tra risoluzione e scioglimento operato dal curatore e che non appare logico applicare discipline diverse a situazioni sostanzialmente analoghe. A riprova di tale analogia si evidenzia che l’art. 73 L.F. e l’art. 1526 c.c. disciplinano allo stesso modo gli effetti dello scioglimento e risoluzione nel caso di vendita con riserva di proprietà e che proprio la differenza di disciplina tra l’art. 73 in caso di vendita con riserva di proprietà e l’art. 72 quater significa che il legislatore non ha inteso disciplinare il leasing come una vendita con riserva di proprietà, optando invece per una figura unitaria di contratto avente natura e causa finanziaria. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Marzo 2014.


Locazione finanziaria - Contratto risolto prima della dichiarazione di fallimento - Disciplina applicabile - Leasing traslativo - Applicazione dell'articolo 1526 c.c..
Alle ipotesi in cui il contratto di locazione finanziaria sia stato risolto prima della dichiarazione di fallimento non è applicabile in via analogica la disciplina di cui all'articolo 72 quater L.F., ma, in presenza di leasing c.d. traslativo, l'articolo 1526 c.c., il quale, in tema di vendita con riserva di proprietà, in caso di risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore, prevede la restituzione dei canoni già corrisposti e il riconoscimento di un equo compenso in ragione dell'utilizzo dei beni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Settembre 2013.


Locazione finanziaria - Risoluzione del contratto - Restituzione del bene - Detrazione dal credito della concedente del ricavato dalla vendita del bene.
Nell'ipotesi di risoluzione per inadempimento del contratto di locazione finanziaria tra soggetti in bonis, il credito della concedente, costituito dai canoni scaduti alla data di risoluzione e dalla relativa penale contrattuale, dovrà essere decurtato dal corrispettivo eventualmente ricavato dalla rivendita a terzi dei beni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Gennaio 2013.


Fallimento - Locazione finanziaria - Contratto già risolto prima della dichiarazione di fallimento - Applicazione analogica della disciplina di cui all'articolo 72 quater l.f..
L'art. 72 quater l.f., nella parte in cui disciplina i diritti della concedente nel caso di scioglimento da parte del curatore del contratto di leasing non ha una dimensione "sostanziale" ed è pertanto inapplicabile in via analogica al di fuori della procedura fallimentare quando il contratto di leasing sia stato risolto prima della dichiarazione di fallimento. Per la disciplina dei rapporti risolti prima del fallimento resta, pertanto, ferma la distinzione giurisprudenziale tra leasing traslativo e finanziario. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Dicembre 2012.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Rivendiche – Leasing – Scioglimento – Anteriore al fallimento.
L’art. 72quater l.f. si applica analogicamente anche al leasing sciolto prima del fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Settembre 2012.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Leasing – Naturale scadenza del contratto anteriore al fallimento – Restituzione del bene – Prezzo di opzione – Ammissione al passivo – Vendita da parte del concedente – Ricavato al netto delle spese di custodia – Credito del fallimento (art. 72quater l.f.).
Il concedente del leasing naturalmente scaduto prima del fallimento ha diritto di insinuarsi al passivo per il prezzo di opzione residuo, comprese le spese e gli interessi contrattuali, ma deve versare al curatore il ricavato della vendita del bene che gli è stato restituito (al netto delle spese). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Settembre 2012.


Fallimento – Locazione finanziaria – Risoluzione del contratto prima del fallimento dell'utilizzatore – Leasing di tipo “traslativo” – Irrilevanza – Disciplina di cui all’art. 1526 c.c. – Esclusione – Disciplina di cui all’art. 72 quater legge fall. – Applicabilità.
Deve ritenersi che con l’introduzione dell’art. 72 quater l.f. il legislatore abbia inteso dettare una disciplina unitaria della locazione finanziaria, per cui, nel caso di fallimento dell'utilizzatore, la portata del testo normativo di cui alla disposizione predetta, che richiama in tale ipotesi l’art. 72 l.f., può senz’altro essere estesa fino a ricomprendere e disciplinare anche il caso dello scioglimento del contratto di leasing (“traslativo”) avvenuto per risoluzione prima del fallimento, restando esclusa la possibilità di fare ricorso alle previsioni di cui all’art. 1526 c.c.. (1) (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 05 Giugno 2012.


Fallimento – Locazione finanziaria – Scioglimento del contratto prima del fallimento dell'utilizzatore – Disciplina di cui all’art. 72 quater l.f. – Applicabilità – Riallocazione del bene sul mercato non ancora avvenuta – Diritto del concedente alla restituzione del bene – Sussistenza – Istanza di ammissione al passivo del credito del concedente per le rate scadute e non pagate – Accoglimento – Istanza di ammissione al passivo del credito del concedente per le rate ancora a scadere – Esclusione.
Nell’ipotesi di scioglimento del contratto di locazione finanziaria prima del fallimento dell’utilizzatore, in applicazione dell’art. 72 quater l.f., non essendo ancora avvenuta la riallocazione del bene sul mercato, la società di leasing ha diritto, oltre che alla restituzione del bene, all’insinuazione al passivo del solo credito certo, cristallizzatosi alla data di fallimento e costituito dalle rate scadute e non pagate, ma non all’insinuazione del credito derivante dalle rate ancora a scadere, trattandosi, in quest’ultimo caso, di un credito solo futuro ed eventuale, incerto sia nell’an che nel quantum, poiché si dovrà comunque attendere il momento della vendita o riallocazione. (1) (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 05 Giugno 2012.


Fallimento - Locazione finanziaria - Contratto già risolto prima della dichiarazione di fallimento - Applicazione analogica della disciplina di cui all'articolo 72 quater l.f..
L'art. 72 quater l.f. (spec. commi II e III), che disciplina i diritti della concedente nel caso di scioglimento da parte del curatore del contratto di leasing ancora pendente alla data del fallimento, dev'essere applicato in via analogica anche ove il contratto di leasing sia stato risolto prima della dichiarazione di fallimento. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 10 Febbraio 2012.


Fallimento – Contratto di leasing – Risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore avvenuta prima della dichiarazione di fallimento – Art. 72 quater l.f. – Applicabilità.
L’art. 72 quater l.f., che disciplina la sorte del contratto di leasing sciolto dal curatore in pendenza della procedura fallimentare, si applica anche nel caso in cui il contratto sia stato risolto, per inadempimento dell’utilizzatore, prima della dichiarazione di fallimento. Conseguentemente il concedente ha sempre diritto alla restituzione del bene, mentre la sua domanda di ammissione al passivo è inammissibile prima della riallocazione del bene. (Antonello Fabbro) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 06 Maggio 2011.


Fallimento - Locazione finanziaria - Risoluzione del contratto in data anteriore all'apertura del concorso - Clausola risolutiva espressa - Diritto del concedente alla restituzione del bene ed all'insinuazione al passivo del credito residuo.
Qualora il contratto di locazione finanziaria si sia risolto in data anteriore alla dichiarazione di fallimento (nella specie per effetto di comunicazione con la quale il concedente ha comunicato l'intenzione di avvalersi della clausola risolutiva espressa prevista dal contratto) il concedente ha diritto di ottenere la restituzione del bene e di essere ammesso al passivo per il residuo credito vantato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Ottobre 2010.


Contratti in generale – Contratto di locazione finanziaria – Leasing c.d. di godimento – Normativa applicabile. (21/09/2010)
Alla fattispecie costituita dal contratto di locazione finanziaria che alla data di dichiarazione di fallimento sia già risolto o per il quale sia comunque pendente l’azione di risoluzione, non troverà applicazione la speciale disciplina di cui all’art. 72 quater, legge fallimentare, ma si dovrà fare ricorso alla distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo elaborata dalla giurisprudenza di legittimità con applicazione, qualora ricorra il secondo tipo di contratto, dell’art. 1526, codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09 Giugno 2010, n. 0.