Codice del Sovraindebitamento


CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
SEZIONE SECONDA
Liquidazione del patrimonio

Art. 14-octies

Formazione del passivo
TESTO A FRONTE

1. Il liquidatore esamina le domande di cui all'articolo 14-septies e, predisposto un progetto di stato passivo, comprendente un elenco dei titolari di diritti sui beni mobili e immobili di proprieta' o in possesso del debitore, lo comunica agli interessati, assegnando un termine di quindici giorni per le eventuali osservazioni da comunicare con le modalita' dell'articolo 14-sexies, comma 1, lettera a).

2. In assenza di osservazioni, il liquidatore approva lo stato passivo dandone comunicazione alle parti.

3. Quando sono formulate osservazioni e il liquidatore le ritiene fondate, entro il termine di quindici giorni dalla ricezione dell'ultima osservazione, predispone un nuovo progetto e lo comunica ai sensi del comma 1.

4. In presenza di contestazioni non superabili ai sensi del comma 3, il liquidatore rimette gli atti al giudice che lo ha nominato, il quale provvede alla definitiva formazione del passivo. Si applica l'articolo 10, comma 6.



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(1) Articolo introdotto dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.

GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento – Domande tardive – Limiti – Eccezioni.
La normativa vigente nella materia del procedimento di liquidazione del patrimonio del sovraindebitato non prevede alcun meccanismo di ammissibilità e trattazione delle “domande tardive”, in quanto nessuna disposizione prevede o fa riferimento ad una tale possibilità; trattasi di una mancanza oggettiva che il tipo particolare del procedimento in esame – per la sua natura sintetica e semplificata – può rendere ragione di una scelta restrittiva che escluda ogni istituto analogo a quello di cui all’art. 101 L.F.

Tuttavia, benché tale interpretazione sia condivisibile, va ammessa la deroga per le situazioni ove il creditore dimostri di non essere stato tempestivamente informato dell’onere di procedere alla formulazione della relativa domanda e, per ragioni di economia processuale, è opportuno estendere l’ammissibilità delle domande anche alle situazioni ove l’istanza pervenga ai liquidatori entro il termine originariamente assegnato alla generalità dei creditori per le eventuali osservazioni: tale scelta interpretativa appare la più conforme ad un necessario criterio equitativo - e come tale eccezionalmente adottato - in quanto fino al momento rispetto al quale è possibile presentare osservazioni la redazione dello stato passivo non può dirsi ancora completata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 11 Febbraio 2022.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Liberazione del fideiussore ex rt. 1957 c .c. – Conseguenze.
Il creditore che non abbia proposto le proprie istanze nei confronti del debitore nel termine di cui all'art. 1957 c.c. decade dal diritto di far valere la garanzia nei confronti del garante e di partecipare alla liquidazione del patrimonio aperta nei confronti del soggetto sovraindebitato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 17 Novembre 2021.


Sovraindebitamento – Procedimento di liquidazione del patrimonio – Disciplina della legge fallimentare – Applicabilità

Sovraindebitamento – Procedimento di liquidazione del patrimonio – Domande di ammissione al passivo tardive – Ammissibilità
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La disciplina della procedura di liquidazione del patrimonio ex art. 14-ter ss. L. 3/2012, in quanto avente carattere spiccatamente liquidatorio, è modellata su quella del fallimento, che trova pertanto applicazione in via analogica per quanto non espressamente disposto dalla L. 3/2012.

Non può ritenersi che il silenzio del legislatore sia significativo della volontà di escludere l’ammissibilità stessa delle domande tardive, che costituirebbe un unicum nel panorama del diritto concorsuale e che – in conseguenza dell’effetto esdebitatorio cui tende la procedura predetta – appare implicare un effetto di perenzione del credito poco compatibile con il vigente ordinamento, risolvendosi in un trattamento eccessivamente rigoroso rispetto alle altre procedure concorsuali e senza una apprezzabile giustificazione sul piano logico-giuridico.

La domanda di ammissione al passivo della procedura di liquidazione del patrimonio ex L. 3/2012 è ammissibile come tardiva se presentata entro l’anno dall’apertura della procedura e, oltre questo termine, solo a condizione che il creditore dimostri la non imputabilità del ritardo nella presentazione della domanda, ex art. 101 L.Fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 07 Aprile 2021.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Domanda tardiva di insinuazione al passivo – Ammissibilità.
Alla stregua di una interpretazione letterale e sistematica della norma di cui all’art. 14 octies comma 3 della legge n. 3/2012, deve ritenersi ammissibile la domanda tardiva di insinuazione al passivo nell’ambito del procedimento di soluzione della crisi da sovraindebitamento mediante liquidazione del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 01 Febbraio 2021.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Contestazioni al progetto di riparto – Contestazioni – Rimessione degli atti al giudice della procedura.
Nel caso di contestazioni al progetto di riparto predisposto dal liquidatore e che quest’ultimo non ritenga superabili, in applicazione analogica dell’art. 14 octies, comma 4, della l. n. 3/2012, il liquidatore deve rimettere gli atti al giudice della procedura per la risoluzione della controversia distributiva, secondo un modello procedurale compatibile con le esigenze di celerità e semplificazione proprie della procedura in esame. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18 Gennaio 2021.


Sovraindebitamento – Liquidazione del Patrimonio – Insinuazione tardiva del credito – Inammissibilità.
L'accertamento del passivo nella liquidazione del patrimonio è stato ricostruito secondo una procedura propria e autonoma che non prevede espressamente le domande tardive, tenuto conto infatti che nella l. 3/2012 manca la previsione di un termine entro il quale le domande di insinuazione tardive possano essere fatte valere né è menzionata l’esistenza di creditori tardivi.

La ratio sottesa alla scelta legislativa potrebbe ben essere rivenuta nell’autonomia concessa al liquidatore quale organo deputato a fissare il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla liquidazione, nonché di rivendicazione e di restituzione; tale discrezionalità consente al liquidatore di indicare il termine per la presentazione delle domande anche in considerazione delle esigenze della singola procedura, per cui la valutazione ex ante del termine da parte del liquidatore è da ritenere vincolante per i creditori che vogliano insinuarsi al passivo della Liquidazione. Peraltro, la lacunosità della l.3/2012 non consenta nella specie di procedere all’applicazione analogica della normativa fallimentare in assenza dei presupposti di legge. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona, 14 Novembre 2019.