Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 13285 - pubb. 03/09/2015

Esclusione del socio e revoca per giusta causa dell'amministratore con provvedimento ex articolo 700 c.p.c. e rapporti tra le due domande

Tribunale Roma, 08 Febbraio 2013. Est. Romano.


Società di persone - Violazione dei doveri inerenti al rapporto gestorio - Violazione degli obblighi del socio - Revoca per giusta causa della facoltà di amministrare - Esclusione dalla società - Presupposti

Società di persone - Esclusione del socio - Procedimento ex articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti

Società di persone - Revoca per giusta causa dell'amministratore - Procedimento ex articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti

Società di persone - Revoca per giusta causa dell'amministratore - Concetto di giusta causa rilevante - Comportamenti che compromettono l'esistenza dell'impresa - Condotte che non garantiscono una corretta amministrazione e la tutela degli interessi privati dei soci e dei terzi

Società di persone - Domanda di esclusione del socio e di revoca dell'amministratore per giusta causa - Rapporti tra le due domande



Allorquando il socio amministratore compia atti contrastanti non solo con i doveri inerenti al rapporto gestorio, ma anche con gli obblighi ad esso incombenti quale socio, tali fatti ben possono costituire presupposto, oltre che per la revoca per giusta causa della facoltà di amministrare, anche per l'esclusione dalla società  ai sensi dell'art. 2286, primo comma, c.c., quando si connotino in termini di gravità tale da compromettere il conseguimento dell'oggetto sociale (cfr. Cass. 30 gennaio 1980, n. 710; Cass. 17 gennaio 1956. n. 103); in proposito occorre precisare che la gravità delle inadempienze legittimanti l'esclusione del socio ricorre non solo quando le stesse siano di consistenza tale da impedire il perseguimento dell'oggetto sociale, ma anche quando le stesse abbiano inciso negativamente sulla situazione dell'ente, rendendo disagevole il raggiungimento dei fini sociali (cfr. Cass. 1 giugno 1991, n. 6200; Cass. 17 aprile 1982, n. 2344). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E' ammissibile l'esclusione del socio di una società di persone per mezzo di ordinanza emessa ex art 700 c.p.c. qualora il giudice della cautela ravvisi prima facie fondata la futura (ma eventuale) domanda di merito proposta al fine di ottenere l'esclusione del socio ai sensi dell'art. 2287, comma 3, c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E' ammissibile il ricorso ex art. 700 c.p.c. per conseguire giudizialmente la revoca per giusta causa dell'amministratore di società di persone, malgrado si tratti di anticipare gli effetti dell'azione prevista dall'articolo 2259, comma 3, c.c. se ed in quanto sussistano la reiterazione di comportamenti illegittimi che ostacolino il normale funzionamento della società e l'estrema difficoltà nel ripristino dello status quo ante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il concetto di giusta causa rilevante, ai sensi dell'art. 2259 c.c. per la revoca di un amministratore di società dì persone ricomprende, da un lato, tutti quei comportamenti dell'amministratore che compromettono l'esistenza stessa dell'impresa collettiva ed il suo funzionamento, dall'altro lato, le condotte che, violando obblighi di legge o doveri di correttezza e diligenza propri dell'amministratore, non garantiscono una corretta amministrazione della società e la tutela degli interessi privati dei soci della stessa e dei terzi (quali, in maniera esemplificativa, la creazione di situazioni tali da nuocere alla prosecuzione dell'impresa, il tentativo dell'amministratore di provocare lo scioglimento della società prima della scadenza con mezzi artificiosi, ovvero di distrarre risorse reimpiegandole in attività estranee e diverse). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Con riferimento al rapporto tra la domanda di esclusione del socio e di revoca dell'amministratore per giusta causa ed alla questione se la revoca della qualifica di amministratore costituisca di per sé anche causa di esclusione del socio, salvo il ricorrere degli specifici presupposti di legge per quest'ultima pronunzia, per risolvere il problema occorre verificare se i poteri di amministrazione discendano unicamente dalla posizione di socio ovvero se dipendano da uno specifico incarico conferito con il contratto sociale o con atto separato. Nel primi caso l'esclusione del socio determina sempre anche il venir meno della qualità di amministratore, mentre, nella seconda ipotesi, è possibile sostenere che il socio possa a determinate condizioni permanere nella carica di amministratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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