Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 18257 - pubb. 18/10/2017

Figlio maggiorenne? La competenza è monocratica ma il processo collegiale può salvare la domanda

Tribunale Roma, 16 Giugno 2017. Est. Monica Velletti.


Provvedimenti in materia di Mantenimento dei figli – Richiesta di modifica – Figlio maggiorenne – Competenza – Giudice monocratico – Sussiste – Erronea introduzione del rito – Conseguenze in caso di mancata eccezione



La controversia avente ad oggetto la modifica delle modalità di mantenimento di figlia maggiorenne rientra tra le competenze monocratiche. Tuttavia, la mancata eccezione delle parti in merito al procedimento instaurato, il pieno rispetto del principio del contraddittorio e delle garanzie difensive della parte resistente, e la constatazione che per consolidata giurisprudenza i provvedimenti aventi ad oggetto le modalità di affidamento e mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio pur avendo la forma di decreto hanno contenuto decisorio (“al predetto decreto vanno riconosciuti i requisiti della decisorietà, in quanto risolve contrapposte pretese di diritto soggettivo, e di definitività, perché ha un'efficacia assimilabile "rebus sic stantibus" a quella del giudicato” Cass. n. 6132/2015), oltre al rilievo che allo stato un mutamento del rito imporrebbe la necessità di procrastinare i tempi della decisione con compromissione del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, inducono ad emettere la decisione dovendosi ritenere rispettati i principi del giusto processo nell’ambito del procedimento instaurato con rito camerale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


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