Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 9229 - pubb. 04/07/2013

Assegnazione della casa familiare e revocatoria

Tribunale Udine, 17 Giugno 2013. Est. Pellizzoni.


Assegnazione della casa familiare ex art. 155 quater primo comma c.c. – Revocabilità: presupposti.



Gli atti suscettibili di azione revocatoria, anche fallimentare ai sensi dell’art. 2901 cod. civ. devono avere un contenuto di disposizione patrimoniale, vale a dire devono comportare l’uscita del bene (anche parziale) o del credito dal patrimonio del debitore ed è quindi escluso che vi rientrino atti come l’assegnazione della casa familiare a mente dell’art. 155 quater primo comma c.c. che non hanno contenuto patrimoniale, ma sono espressione di un dovere imposto dalla legge ai genitori nei confronti dei figli attinente a mantenimento, istruzione, educazione della prole. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)

L’atto di assegnazione della casa familiare a mente dell’art. 155 quater primo comma è revocabile solo nel caso in cui abbia costituito un diritto di abitazione perpetuo a favore del coniuge non fallito, andando a sostituire in tutto o in parte l’obbligo di mantenimento, eventualmente anche in assenza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti, a regolamentazione esclusiva delle condizioni patrimoniali della separazione e dei rapporti fra i coniugi, e non nel caso in cui l’assegnazione della casa familiare sia chiaramente connessa con l’interesse del minore che continua a risiedervi insieme alla madre affidataria.  In quest’ultima ipotesi la curatela fallimentare – a prescindere dai termini delle azioni revocatorie – può sempre chiedere - ove cessino le condizioni previste dall’art. 155 quater cod. civ. - di procedere alla divisione dell’immobile, previo accertamento della sopravvenuta inopponibilità ai terzi anche eventuali futuri acquirenti dello stesso del provvedimento di assegnazione debitamente trascritto. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)


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