Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 69-bis ∙ (Decadenza dall'azione e computo dei termini)


Ambito di applicazione del termine di decadenza ex art. 69-bis l.f.
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Ambito di applicazione del termine di decadenza ex art. 69-bis l.f.Natura decadenziale del termine di cui all'articolo 69-bis l.f.Decadenza dall'azione revocatoria ordinaria o fallimentareRilevabilità della decadenza ed eccezione di parteDecorrenza del termine di cinque anni per azione revocatoria ordinariaEccezione revocatoriaPrescrizione dell'azione

Consecuzione tra procedure concorsuali
Accertamento
Principio di consecuzione tra procedureAccordo di ristrutturazione dei debiti e consecuziuone tra procedure minoriConcordato e fallimento, termini per l'esercizio dell'azione revocatoriaConcordato preventivo e termine per l'esercizio dell'azione revocatoria dell'atto personale del socio fallitoConsecuzione tra procedure di concordato preventivoConsecuzione tra fallimento e liquidazione del patrimonioInefficacia delle ipotecheConcordato con riserva o in biancoAtti risalenti al periodo di pendenza del concordato preventivoRegime transitorio

Amministrazione straordinaria
Amministrazione straordinaria, termine per esperibilità della azione revocatoria
Amministrazione straordinaria, termine di decadenza dalla azione revocatoriaAmministrazione straordinaria, termine di prescrizione della azioneAmministrazione straordinaria già pendenti al 16 luglio 2006 e termini di decadenza


Ambito di applicazione del termine di decadenza ex art. 69-bis l.f.

Fallimento – Azione revocatoria – Prescrizione – Sospensione dei termini per l’emergenza Covid
La sospensione della prescrizione attuata, per far fronte all’emergenza Covid, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 opera con riferimento alle sole ipotesi in cui i provvedimenti dei Capi degli Uffici Giudiziari abbiano impedito concretamente la proposizione della domanda giudiziale.

[Il Tribunale ha ritenuto irrilevante la circostanza che l’interruzione della prescrizione dell’azione revocatoria da parte del fallimento potesse avvenire solo attraverso la proporzione di una domanda giudiziale, perché, ai fini della applicazione di tale previsione, occorreva anche un’ulteriore condizione, cioè che fosse stato disposto dal Capo dell’Ufficio giudiziario di riferimento, con uno specifico provvedimento, l’impossibilità della relativa proposizione.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 24 Giugno 2022.


Fallimento - Azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. promossa dal curatore fallimentare - Decadenza dall'azione - Applicazione dell’art. 69-bis L.F. - Esclusione
Il curatore fallimentare è legittimato all'esercizio di una duplice revocatoria, ordinaria e fallimentare, divergenti fra loro in base al giudice competente e alla tempistica, essendo la prima proponibile davanti al giudice ordinario, nel termine di prescrizione di 5 anni dalla stipula dell’atto, e la seconda davanti al tribunale fallimentare (ai sensi dell’art. 66, comma 2, L.F.), nel termine di decadenza di 3 anni dalla dichiarazione di fallimento.

Appare dunque evidente la incongruenza di ritenere la revocatoria proposta secondo diritto comune davanti al giudice ordinario soggetta al termine di decadenza di tre anni previsto per la revocatoria ordinaria ex art. 66 L.F.; una diversa interpretazione si tradurrebbe, infatti, nella irragionevole ipotesi di una maggiore tutela apprestata dall’ordinamento a favore del (singolo) creditore che agisca ex art. 2901 c.c., tenuto al solo termine di prescrizione di 5 anni, rispetto al curatore che agisca ex art. 2901 c.c. a tutela della massa dei creditori, il quale sarebbe irragionevolmente tenuto al rispetto anche di un termine di decadenza. (Francesco Tardella) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 25 Settembre 2021.


Azione ex art. 66 l.fall. – Decadenza - Convenuto non residente in Italia - Giurisdizione italiana - Sussistenza - Ragioni
L’azione revocatoria ordinaria promossa da una curatela fallimentare nei confronti di un convenuto non residente in Italia appartiene alla giurisdizione del giudice italiano, trattandosi di azione direttamente derivante dalla procedura e ad essa strettamente connessa. Invero, sebbene l’azione ex art. 66 l.fall. sia pur sempre la medesima prevista dall’art. 2901 c.c., la stessa presenta talune peculiarità che la differenziano da quest’ultima - giova a tutti i creditori, e non solo a colui che agisce, con effetto sostanzialmente recuperatorio; va proposta innanzi al tribunale fallimentare nel termine di decadenza triennale di cui all’art. 69-bis l.fall., oltre che a quello di prescrizione quinquennale; il suo esercizio impedisce analoghe iniziative degli altri creditori - e si fonda, pertanto, su di una disposizione che, in quanto costituente deroga alle comuni regole del diritto civile e commerciale, rileva ai fini dell’applicazione delle disposizioni sulla competenza internazionale previste dagli artt. 3 e 25 del reg. CE n. 1346 del 2000 (con conseguente esclusione dell’applicazione del reg. CE n. 44 del 2001). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 06 Aprile 2017, n. 10233.


Fallimento – Azione revocatoria ordinaria – Decadenza dall'azione – Applicazione dell’art. 69-bis l.f. – Esclusione
L’art.69-bis l.fall non si applica alle azioni revocatorie ordinarie promosse dal curatore fallimentare, che rimangono disciplinate dagli artt. 2901-2904 cod.civ. (Domenico Conti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8680.


Azione ex art. 66 l.fall. - Natura ordinaria - Effetti derivanti dalla dichiarazione di fallimento - Applicabilità del termine di decadenza triennale ex art. 69-bis, comma 1, l.fall. - Esclusione - Fondamento
In materia di fallimento, l'azione revocatoria che il curatore esperisca ai sensi dell’art. 66 l.fall. non è soggetta al termine triennale di decadenza ex art. 69-bis l.fall., a tale interpretazione conducendo argomenti di natura sia letterale (atteso che il primo degli articoli citati stabilisce che l’esercizio dell’azione avvenga ‘secondo le norme del codice civile’, così come il secondo sancisce, per parte propria, che il regime da esso recato si applichi alle sole azioni ‘disciplinate’ dalla sezione della legge fallimentare in cui è collocato), sia sistematica, posto che l’azione conserva natura di revocatoria ordinaria, sia, infine, teleologica, apparendo irragionevole ipotizzare un indebolimento della tutela delle ragioni creditorie allorché esse involgano interessi - quelli della massa dei creditori - di valenza superiore a quello di cui è portatore un singolo creditore privato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8680.


Fallimenti soggetti alla legge in vigore prima della riforma – Revocatoria fallimentare – Azioni promosse dopo il 16 luglio 2006 – Termine triennale di decadenza di cui all’art. 69 bis l.f. – Applicabilità – Esclusione
Il termine di decadenza di cui all’art. 69 bis della legge fallimentare trova applicazione solo alle azioni revocatorie promosse nell’ambito di procedure di fallimento regolate dalla normativa introdotta dal d. lgs. n. 5/2006. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 03 Maggio 2007.